giovedì 21 giugno 2012
Ag Ag Lady - Fuck Grooves
LISTA DELLE AH SI', SI', AHHHHHH
1. Gonna end up here
2. Something important
3. Hungry In Hell
4. A Dream
5. Hypnagogic Morning
6. Without Much Doubt
7. Something else
8. Draw this out a little longer
9. Something Worthless
10. Into some kind of spiral
Sì, sì, l'abbiamo già detto ma lo ribadiamo. Un giorno dovremo redare per voi lettori un minidizionario Italiano-Bjorkodio/Bjorkodio-Italiano per decifrare il nostro lessico. Fra i "tiri", le robe "ovunquelate", l'aggettivo "pornata" compare spesso. Solitamente ci si riferisce con questo aggettivo a qualcosa con l'eq grassoccia e ritmi belli sostenuti, o più genericamente, a qualcosa di particolarmente godurioso. Ecco, questa volta ho trovato l'incarnazione propria del termine "pornata" in musica. Letteralmente. Dalla descrizione di bandcamp fatta dall'autore:
" 'fuck grooves' is ag ag lady's sophomore album. as ag ag lady is an avid consumer of pornography as well as anelectronic musician, it became apparent that these two important daily activities ought to be one and the same. "fuck grooves" is the record of this experiment. not safe for work."
Come si fa a non innamorarsi subito, dai. E dai compare, parti con gli ologrammi sgranati di tizie che si fanno smafrare anche nelle narici. Ricordati com'era navigare su Youporn con il 56k di Infostrada. Inizia a menarti i nervi vestibolococleari con i suoni che farebbero degli androidi che scopano, così poi diventi sordo. Datti alla versione musicale 3.0 di quel virus terrificante. Ci sono i trojan horse che infestano Youporn che ballano la dub sul tuo monitor, vai a farti quattro salti con loro.
BANDCAMP OH METTILO LI' SI'
2012, Bandcamp
Etichette:
8-bit,
dub,
Elettronica
sabato 16 giugno 2012
Tenderbuttons - Tender buttons
LISTA DELLE ORME. CIOE LE TRACCE EHEHE:
- Bi-passing
- Surf song
- Fruit punch
- Doo wop
- Typo
- Dreaming of babylon and library letters
Questi sono i tender buttons, un gruppetto di post-adolescenti sgolati che riprendono in mano la lezione di lydia lunch e dei teenage jesus and the jerks, con una serie di vocalizzi atonali e dissonanti, una cantante che (non) sa cantare e un apparato strumentale che (non) sa suonare, il tutto registrato in presa live per una probabile mancanza di liquidi (saranno veramente quei tre sfigati in copertina? Spero di sì.)
Un po' wolfango, un po' blonde redhead, questi tenderbuttons hanno trovato in me un sincero ammiratore per la violenza e il nonsense che entrano in comunione in questa dozzina di minuti, un manifesto traballante e sicuro allo stesso tempo, un ripetersi buzzurro di urla grottesche su una base ritmica dozzinale e una serie di riff inascoltabili, secchi ed endomorfi.
Un saporoso ritorno agli anni '70/80 che nessuno si ricorda, quelli dei locali in cui c'entravano a stento cento persone e in cui la musica proliferava come belva viva.
Enjoy madness.
(THIS IS FRISCO)
BANDCAMP SFIGATELLO
2012, Randolph studio
venerdì 15 giugno 2012
Vulva - Hosmoz
LISTA DELLE VAGINATRACCE
| 1. Vulva | |||
| 2. Zarnica | |||
| 3. Srom | |||
| 4. Remajak |
Non c'è un cazzo da fare, ma proprio niente. Bedroomresearch e più generalmente la musica bedroom sono un'effettiva pornata, come già dissi con i Qebrus tempo addietro. Ma, oltre ai paesaggi cyberpunk dei Qebrus, gente che ha visto la coloratissima matrice e ha deciso che sarebbe stato meglio continuare a mangiare snack di pessima qualità nella propria cameretta, ci sono altre lande. O per meglio dire, altri aggregati territoriali. Questa volta è l'anti-raver con cui abbiamo a che fare, quello che non usa l'industria come un luogo da socializzazione ma come un antro per isolarsi, nel buio e nella polvere di un vecchio rettangolo di cemento abbandonato, che rigurgita monumentali mostri in acciaio in movimento attraverso l'oscurità. Miliardi di formiche di ruggine si aggirano per la fabbrica ticchettando, divorando silenziosamente e lentamente ogni cosa, mentre le macchine si muovono freneticamente. Gli operai non sono necessari a questa fabbrica, o per meglio dire, gli esseri umani è meglio che non ci entrino affatto. Un inferno al neon scuro gli divorerebbe l'anima a suon di bassi abissali, provenienti dalle fondamenta occulte di quello che una volta era il ritrovo di qualche essere umano. Uno degli incubi migliori di Giger, in cui biomacchine stracolme di parafilie si aggirano per occulti pianori al chiuso. Regni un cupissimo, rumorosissimo silenzio sopra quei macchinari. Sono i più adatti ad abitare quell'ambiente.
BEDROOM RESEARCH STREAMA PER VOI
2012, Bedroomresearch
giovedì 14 giugno 2012
Year of the tiger - Good day for a tiger
LISTA DEI CONIGLI BOLLITI
- War
- Electric
- Push
- Steps
- Heart of steel
- Rockit
Questa volta tocca a quello tirosissimo.
Gli year of the tiger sono un gruppetto di brooklyn di cui non so esattamente niente, ma che fanno una musica rave sintetizzata da fare invidia ai klaxons, ai does it offend you yeah, e ricalcando la tradizione female vocalist di quei gruppetti fighissimi indie pop come i pluricitati ting tings e gli asteroids galaxy tour.
La beffarda e acida voce della cantante domina su una savana di musica elettronica tribale, su un quattro quarti semplice e perfetto, con bassi prorompenti e chitarrine distorte che ci iniettano riff acuti e stronzi come ne vediamo solo nel new rave.
Dalla digressione finale di "Heart of steel" all'attacco violento di "War", passando per le lagne sguaiate di rockit, quest'album non ha mai smesso di farmi divertire, con una ritmica incalzante che si avvicina alla techno più tamarra senza mai sconfinare nello schifuso.
Uno di quegli album che l'ascolti e muovi la testa come un cretino tutto il tempo.
Buttateli sti 19 minuti.
BANDCAMP PER SCARICARE TUNZ
2011, BC
mercoledì 13 giugno 2012
A ship at the sea - Train songs
LISTA DELLE TRACCE CHE FANNO COMMUOVERE MIO NONNO
- He called my name
- Get right church
- Weary traveller
- Walk on water
- The lights of home
- On jordan's stormy banks
- Lonesome valley
- Sinner man
- The apostle peter
- Lazarus
- Walk on water #2
- Wayfaring stranger
- Uncloudy day
- The mysteries of our lord
- Bound for glory
Dolcezza infinita.
Dolcezza infinita che proviene dai meandri più caldi di una radiolina sulla prua della barca di un pescatore.
Che riempie il cuore sfilettandosi in folk, country, primitivism, lo-fi, cantautorato, che guarda compiaciuto le stelle alla fine della dura giornata.
Che rischiara il sonno con quattro accordi in fila e un giro di armonica che prende le lezioni dal più puro bob dylan, senza pretese, come la nottola di minerva, tranquillo e solitario.
Che racconta storie d'altri tempi, nuovotestamentiche, religiose e profane allo stesso tempo, spiritualiste, gospelgene, riportando in copertina un aggeggio dalla pareidolia perplessa.
Che sfrutta il silenzio.
Dolcezza infinita che solletica i nostri timpani rendendoci vogliosi di ascoltare e riascoltare e riascoltare questi trentanove minuti di pace-non-pace, che dischiude l'equalizzazione e la mente, che ci culla.
Dolcezza infinita.
Oh.
Bandcamp amen.
2011
martedì 12 giugno 2012
A Place To Bury Strangers - Worship

LISTA DELLE VROOOOOOM
1. Alone
2. You Are The One
3. Mind Control
4. Worship
5. Fear
6. Dissolved
7. Why I Can't Cry Anymore
8. Revenge
9. And I'm Up
10. Slide
11. Leaving Tomorrow
Dopo la carrellata di gruppi semisconosciuti da sciamani del bandcamp, tanto vale risollevare le sorti della parte midstream di noi stessi e buttarci a pesce su uno di quei gruppi grossi grossi grossi che stanno facendo cose grosse grosse grosse e fanno diventare ogni organo genitale grosso grosso grosso. Il luogo ove seppellire gli stranieri continua a ricordare a tutti gli altri froci del revivaletto nostalgico come si può sfruttare l'anterioritade senza dover necessariamente passare per i peggiori stronzi della plagiamma da garage. Come si può fare un lavoro che fa gridare alla novità ma che usa in effetti stilemi di trent'anni fa, ma con altri obiettivi, argomenti e funzioni. La copertina dell'EP precedente, Onwards To The Wall, coglie bene quest'aspetto della poetica del gruppo. L'eternità delle rovine non è semplicemente qualcosa da tirar fuori per intrappolare i discorsi nella superiorità del "classico", in quanto precedente e accettato/considerato desiderabile da molti, si tratta di considerare il passato, anche quello recente, come qualcosa di essenzialmente estraneo, per farne un contraltare/repertorio per il moderno. Questo è Worship, una modernissima rovina in acciaio e vetro che si staglia su un cielo antichissimo che lancia urla rosse mentre rombi baritonali di tuono rimbombano ovunque. Le rovine sono già rovine prima ancora di averle costruite per chi sa guardarle, per chi riconosce negli eventi il flusso del tempo. E qui il flusso del tempo si sente, con un mucchio di Gain ad effettarlo.
TURBOBIT MEGAVROOOOM
2012, Dead Oceans
lunedì 11 giugno 2012
Johnny mox - We=Trouble
TRACCIA DELLE LISTE
- We=Trouble
- Oh reverend
- All we ever wanted was everything
- Steady diet of loathing
- VHS vampire
- For president
- Wallgaze shermon
- Benghazi
Come ho scritto da qualche parte, quando al primo ascolto della prima canzone di un album ti innamori, l'oggettività va a farsi fottere, e addio recensioni decenti. Be', almeno ve lo faccio conoscere.
Mi fa molto piacere quando musica per organi caldi mi caccia certe figate.
Il pezzo introduttivo, la title track: parliamone.
Un drone soffuso in lontananza presenta un coro a capella molto indie folk che viene subito accompagnato da un tamburello in controtempo. E fin qui è tutto a posto. Il coro si sviluppa, entrano nuove voci, tutto normale.
Al minuto 1.45 decido di innamorarmi dell'album e inizio a fare tunz-tunz con la testa: nasce uno psicotico medley di tracce di beatbox sovrapposte, che contribuisce, con i drone che riempiono il tutto in modo soffuso, a creare un lungo tappeto di suono incasinatissimo e massimale, che mi stordisce e mi inietta 40 mg di ritmo nelle coronarie.
Da ora la struttura sarà più o meno simile per tutti i brani seguenti, lasciando però un discreto spazio all'immaginazione: qui il riff principale è di basso, qui il coro fa da padrone, qui c'è un predicatore impazzito che interrompe il gospel creato dall'a capella (Oh reverend, For president), qui ci sono bimbi che sragionano, qui l'antistrofe ripetitiva ed insopportabile che prende in prestito una forma arcaica di ritualità, qui canzoni che non c'entrano niente con il resto ma che in qualche modo spezzano l'ansia massimalista/arcore di tutto il resto (VHS vampire? Wallgaze shermon?), fino ad arrivare all'ultima mastodontica traccia, che occupa da sola un quarto della durata della release, che strizza l'occhio all'ambient esotico che finisce in un'inaspettata deriva noise, e che vede la partecipazione del buon above the tree.
Insomma, quest'album è una figata divertentissima.
QUI si scarica
QUI il blog di johnnymox
Musica per organi caldi/Whosbrain, 2012
domenica 10 giugno 2012
Neutral bling hotel - In my G4 over da sea
I LOVE YOU JESUS CRAAAAAAAAAAAAAAA-
- King of ante up, pt. 1
- King of jesus walks, pts 2 & 3
- My 1st airplane
- Look at the two-headed boy
- The fool (skit)
- Miami, 1981
- Communist mic
- Oh dougie
- Forgot about ghost
- Untitled paint job
- There two-headed boy go, pt 2
Eh eh eh.
Questo è quello che succede quando un'icona della musica indie viene contaminata dai catenoni d'oro, le tettone e i culoni delle bitches, e dollaz for my ghetto. Un mashup fighissimo, che sto riascoltando ininterrottamente da un paio di giorni.
Un album intero, parodistico e completo, che unisce con un acume particolare tutti i brani di "In the aeroplane over the sea" con le migliori tracce della tradizione rap, dai M.O.P., underground e fighelli, al buon pitbull, che non può certamente mancare nelle canzoni di oggidì.
Insomma, parliamone, è evidente che quello che sto ascoltando non ha le pretese di essere un album rivoluzionario, intelligente, o addirittura bello, ma l'idea di mashuppare un simbolo è stata veramente geniale, in un certo senso meglio dei remix chippeggianti di truxton, di una buffezza allucinante.
La traccia migliore è ovviamente Miami, 1981.
Fatevi quattro risate sta domenica, cicci.
A domani.
THE ONLY BANDCAMP I EVER LOVED
2012, Bandcamp
sabato 9 giugno 2012
Bruce Springsteen live@Stadio Giuseppe meazza Milano (07/06/12)
Dopo la scottante delusione ricevuta al circolo magnolia, il vostro McGuffin, tenendo per mano una non meglio identificata clara, mangia una pizza al pesto, va a letto, esplora Milano, storce il naso guardando i vari negozi del centro trasudanti moda anoressica da ogni poro, mangia crostatine con le fragole e i lamponi, si addormenta alle 8 e mezza di sera, prepara baguette e panini con sopra degli osceni cereali neri con dentro della salatissima feta e salumi vari, dà buca a 2-3 amici che l'aspettavano per farsi un giro dalle parti del centro (sono desolato), prende la metro rossa, poi il 49 (mi pare), si fa un giro all'esselunga, compra delle prugne e sputa i noccioli per strada, e arriva finalmente a san siro. Con le gambe a pezzi e senza fare cacca da 3 giorni. Vabbè.
Ci si ammacchia in tribuna pur avendo il posto per la curva, tanto siamo a milano e nessuno ha il coraggio di dire niente a noi napoletani assonnati. Il pubblico attorno a noi è in delirio fin dalle 6 e mezza, fanno ole, applaudono, applaudiscono, applauno, ballano, urlano "BORGHESI!" a quelli che si rifiutano di fare le ole, eccetera. Tanta piccola umanità che scorre qui e lì al san siro, mentre io e lei siamo rannicchiati su due sedioline a studiare italiano. Aspettiamo le 8, l'orario di apertura del concerto.
Il classico ritardo, che però non è stato eccessivamente slargato, grazie a dio. Alle 9 meno un quarto comincia il concerto, e io e la mia socia ci lanciamo uno sguardo complice, e mentre tutti si alzano nel delirio generale alle urla di "BRUS! BRUS!", cacciamo i panini e iniziamo a mangiare.
Comincia il boss a suonare, e suona veramente un casino di pezzi. Veramente. Da c'era una volta in america comincia a suonare praticamente tutto il nuovo album più le canzoni più famose di tutto il suo repertorio, da the river a dancing in the dark.
Prende i bambini, li fa cantare (stile papa), si apre a riflessioni demagogiche su quanto in america e in italia i tempi siano duri, su quanto i terremoti siano una cosa brutta, su quanto guadagnerà dal tour - aspetta, questo no. Dà sfoggio del suo vocione, inneggiando al UAN CIU FRI FOR in quasi ogni pezzo, mentre la E-street si diverte con i sassofoni, i percussionisti, le coriste, tutti quanti una grande ricca famiglia che raccontano la crisi a 60.000 personaggi della middle class di tutto il mondo, dal vecchio senza più pensione, alla femme fatale che sfoggia l'ipad per dimostrare che, cioè, sono andata a vedere stingsteen, quello che stava nei police.
Ad ogni modo, è lo stesso springsteen che ascoltate quando fate partire l'LP, ma ad un volume più alto e con un'orchestra più confusionaria, con un'equalizzazione più scrausa, e con un po' di sentimenti in più.
A quanto pare il concerto è finito con Glory days e twist and shout, ma io questo non lo so.
Io e lei abbiamo deciso di fare finire il concerto a modo nostro, perché l'abbiamo anche fatto iniziare a modo nostro. Panini e non applausi.
Dopo born in the U.S.A. comincia born to run, ci teniamo la mano, e corriamo per tutta la colonna di san siro, arrivando alla base dello stadio sotto le urla commosse di quel caro vecchietto americano che ci passa il testimone e con la milza e il fegato che fanno la boxe.
Perché springsteen ha 62 anni, ed è nato per drogare le masse di concerti, ma noialtri ne abbiamo 18, e siamo nati per correre.
venerdì 8 giugno 2012
giovedì 7 giugno 2012
El-P - Cancer 4 Cure

LISTA DELLE TRACCE NEGRE ANZINO
- Request Denied
- The Full Retard
- Works Every Time (feat. Paul Banks)
- Drones Over Brooklyn
- Oh Hail No (feat. Mr. Muthafuckin eXquire and Danny Brown)
- Tougher Colder (feat. Killer Mike and Despot)
- True Story
- The Jig Is Up
- Sign Here
- For My Upstairs Neighbor
- Stay Down (feat. Nick Diamonds)
- $ Vic/FTL (You And Me)
UPLOADED HA NOTATO CHE HO LETTO NEUROMANTE ULTIMAMENTE
Fat Possum, 2012
mercoledì 6 giugno 2012
The ting tings - Sounds from nowheresville
LISTA DELLE TRACCE NON MORTE
- Silence
- Hit me down sonny
- Hang it up
- Give it back
- Guggenheim
- Soul killing
- One by one
- Day to day
- Help
- In your life
Quelli che facevano saltare ogni genere di pubblico, mettendo d'accordo tamarri e hipster?
Qualche tempo fa sono tornati. E sostanzialmente non sono cambiati.
E io oggi me li sto vedendo e vi farò sapere con un report che combinano (la recensione la upperà il buon iRas)
Parliamo dell'album. Troppi punti in questa recensione.
Come leggo in giro per il web sounds from nowhereville può essere considerato come una sorta di involuzione, in confronto al boom che si è verificato con l'uscita di "we started nothing", l'album d'esordio del duo. Rockisland, la recensione più intelligente e completa che ho letto (i ragazzi di pitchfork riescono a malapena a sbucciare banane), specula sul concetto di un cammino intimo artistico spezzettato, che porta ad un piccolo collage di esperienze, viaggi, senza però sviluppare una propria identità, senza evolversi, effettivamente.
Questa mania dell'identitarismo...
L'identità dei ting tings è stata aperta e chiusa dalla prima nota di "That's not my name", il primo singolo della band. Il duo è rimasto per un album intero fermo sulle sue posizioni, sui suoi personaggi, e ha deciso di concederci una replica tutto sommato soddisfacente dell'esplosione di singoli che ci ha travolto nel 2008. Sounds from nowheresville, sulla falsa riga della release precedente, racchiude in sé una serie di tracce che hanno una potenza individuale a dir poco maestosa, dall'intro progettata ad concertum, allo scampanacciare tirosissimo di hit me down sonny, fino all'agorafobica e traballante guggenheim: tutti pezzi che avrebbero trovato posto tranquillamente nel primo album.
Tutti i pezzi dei ting tings, infatti, mi lasciano quest'impressione: sono fatti unicamente per farci divertire. Solo per fare divertire. Un grande "E lasciamoli divertire" frignato da katie white e de martino: un divertimento che non può passare per l'ascolto intensivo di un album nella sua continuità intera, ma che si traduce nell'esperienza del singolo, intercambiabile, atemporale, assoluto.
Sounds from nowheresville non è né un'evoluzione, né un'involuzione.
È semplicemente un altro pezzo del puzzle.
Un puzzle divertente. E basta.
(Che comprende Silence - Hit me down sonny - Give it back - Guggenheim - Soul killing)
TURBOBIT È UN ALTRO DELLE MIGLIAIA DI CLONI DI MEDIAFIRE MA VA BENE UGUALE
2012,
lunedì 4 giugno 2012
Backpackparty - Kind of classy EP
LISTA DELLE TRACCE ATTACCA LA CODA ALL'ASINO
- Settle down kids
- Life at sea
- Canvas dreams
- Glide boy
- Pack up
- Imaginary monsters
I Backpackparty sono i re dell'animazione, e ce lo dimostrano con un indie rock scevro di complicazioni e fortemente ritmato. Ognuno di questi pezzi è un esplosione di coriandoli, palloncini, e percussioni, sempre accompagnati da un forte elemento sintetizzato/elettronico che spezia tutto l'EP, che altrimenti sarebbe semplicemente un'altra di quelle menate indie rock / indie folk che hanno costellato il panorama internazionale negli ultimi dieci anni.
L'ascolto, invece, viene reso piacevole da quest'atmosfera festaiola techneggiante, un disimpegnato invito al disimpegno, che nei giorni dell'impegno si impegna a disimpegnarci.
Con dei palloncini disegnati con paint.
Credo che la cosa migliore di questo EP siano dei picchi strumentali che rasentano l'happy hardcore e la chiptune più becera, e che creano questa sorta di slittamento semantico tra l'ascoltato e il preteso di ascoltare che sto dicendo smettetela di ascoltare le nostre menate, non abbiamo niente da dire.
Veramente, non abbiamo niente da dire.
Ascoltate quello che vi proponiamo. E basta.
Non siamo dei bravi recensori, siamo dei bravi amici. Che consigliano musica.
A tutti. Senza distinzione.
A domani cicci.
Keep listenin'.
BANDCAMP È UN PO' ELETTRONICO E UN PO' INDIE. LE SOLITE CACATE
2011, backpackparty
domenica 3 giugno 2012
La quiete + Iceage live @hanabi Ravenna (22/05/12)
Recensione offerta dal casali.
L'hana bi è una spiaggia. Cosa fai in una spiaggia? Fai il bagno. Io ci sono andato a vedere i la quiete e gli iceage. Il palco era discreto, arrivo con mezz'ora di anticipo. Ci sono attaccate un mucchio di magliette e borsette del Bronson e dell'hana bi. Molto tristi ma vabbè. Ordino una birra e mi faccio due passi in spiaggia, mentre i ragazzoni che suoneranno dopo finiscono di mangiare. Tempo 45 minuti che si raduni un po' di gente compro anche una maglietta dei la quiete e un disco da quel cucciolotto del loro bassista.
I La quiete dal vivo suonano esattamente come sul disco. L'EQ è sostanzialmente la stessa, fra i primi brani suonati mi ricordo "Il destino di un ombrello". A parte questo, non si capisce un cazzo di cosa dicesse il cantante, perché la loro eq da sempre tiene la voce a un volume decisamente più basso dello standard e quindi lo strumentale risalta sempre molto di più. Non che questo sia un male, perché hanno suonato qualcosa come 35 minuti, suonando alla fine "Ciò che siamo ciò che non vogliamo", che era il brano che speravo di sentire di più nonché il mio preferito.
Assolutamente niente da dire in proposito, ottima performance. Il pubblico invece faceva cagare, io ero venuto con l'intenzione di pogare fino alla morte, ma nessuno sembrava avere voglia di fare un cazzo e quindi non ho osato iniziare perché avrei rischiato di prendere delle mazzate. Vergogna.
Prima che salissero gli Iceage ho parlato con Napo degli Uochi Toki, e probabilmente il 23 giugno alla tempesta gemella a roma porterò degli striscioni con scritto "Napo la tua barba per la mia verginità". E poi quando gli ho fatto "Grazie mille per l'informazione" mi ha detto "Prego duemila". Questa cosa da sola ha reso fica la serata. Gli iceage, dei ragazzini, non mi hanno convinto. Fanno post punk, ok. Il cantante è bravo. Il batterista pure e non sbaglia un colpo, picchiando come un forsennato. Però mi è venuto praticamente sonno, anche perché hanno suonato qualcosa come 50 minuti. Non so se riesco a spiegarmi. Picchiavano fortissimo ed erano veloci, c'era un sacco di rumore come piace a me, però onestamente c'è qualcosa che non va nella loro musica. Anche qui niente pogo.
MILLE FOTO PER TE
sabato 2 giugno 2012
Rosie - Aftaparty
LISTE DELLE TRACCE MARX NIETZSCHE HITLER STALIN DALI' BAFFI INSOMMA
- Charlie don't surf
- Twisted calculator
- As soon as I wake up
- Feel electric
- Little old blue
- Sneakers for jesus
- Bad taste
- Stray (ft. Furbz)
- Aftaparty
- Poison Alan
- John the frog
- Elaine
:')
Vi siamo mancati vero?
No, non fotte un cazzo a nessuno.
Ed è per questo che continueremo con recensioni di gruppi di cui non fotte un cazzo a nessuno.
Siam tornati.
I rosie sono anacronistici. Fanno musica che andava di moda circa un lustro fa, sono un gruppetto indie pieno di voglia di divertirsi e tirosissimo. Ed è proprio per la loro esplosione di vita che racchiude un po' di arctic monkeys, un po' di bloc party, un po' di does it offend you yeah, che ho deciso di farveli conoscere per la "rinascita" del blog. D'ora in poi la recensione quotidiana sarà obbligatoria.
Prima di tutto, analizziamo il protagonista principale dell'album: I baffi.
Nick cave ha detto che un uomo senza baffi è come una donna con i baffi. Come possiamo dunque non amare un album la cui copertina è il negativo di un bel par di baffi neri? Boh! Dunque, divertiamoci.
Il filone delle tracce di quest'album si alterna tra l'indie inglesissimo e spensierato dei fratellis/killersquandononfannolecosetipoJEALOUSYYYYYTURNINGGNEEEINTUUUUDSEAAAA, e il new rave più becero, pieno di bassi e ritmatissimo (sneakers for jesus ♥), ed è adattissimo al caldo che ristagna sui vestiti inzuppati di chi studia per la maturità. Bjorko dio. Del resto è stato pubblicato nel giusto periodo dell'anno, la datazione risale al 18 giugno duemilaundici (e noi ce ne accorgiamo adesso. Perché? Perché sinceramente della musica indie non ce ne fotte un cazzo e se voi rovistasse nelle mie ricerche di bandcamp i tag più utilizzati sarebbero "harsh, punkgaze, field recordings"".
Nulla di nuovo, insomma (e quando mai sì?), ma un ascolto piacevole e molto divertente, con delle timbriche che spaziano dal sintetizzato anni '90 al bicorde in controtempo indie-ska che andava molto di moda ai tempi di costello music.
Questa è la gatorade che ci serve per affrontare tutte le prossime recensioni.
E andiamo! Ci vediamo domani con il live report di la quiete + iceage del buon casalps.
BANDCAMP RICHIEDE UNA VERGINE IN TRIBUTO PER IL CD, MA SE LO PRENDETE DIGITALE È GRATISSE
2011, Rosie
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