mercoledì 26 ottobre 2011

Zen circus live @fnac napoli


Va be', ok, non so più cosa dire della fnac.
L'organizzazione, la "strumentazione", il forummino, il posto, fa tutto palesemente schifo.
Credo che l'ultima cosa che abbiano imparato quelli della fnac sia come creare un evento. Proprio l'ultimissima cosa. Belle offerte, però potevate essere almeno un po' più decenti da questo punto di vista.
D'altro canto, è nelle situazioni più difficili, strette, scomode, inopportune, che il genio nasce dalla volontà di un artista. E come dario brunori ha deciso di parlare con le vecchiette, gli zen circus stupiscono l'uditorio con miniamplificatorini della orange, e una batteria formata da uno scatolo e un piatto. Per metà concerto solo da uno scatolo, peraltro.
E si riesce, come al solito, a creare quello stato di mal comune mezzo gaudio, nel quale noi non ascoltiamo bene, e loro non suonano bene, e nel quale il confronto è il più diretto possibile. 
Ed è qui che nasce la tenerezza, e il gioco, il divertimento.
Non è più né una presentazione né un concerto, è una gimcana negli spazi della nudità d'effetto, della formazione unplugged su un palco unplugged. E gli zen circus riescono a sbocciare, e a farci innamorare un po' tutti di una performance sbilenca e salterina, che di bello ha poco, ma di fantastico ha tutto.
Il frontman al centro della sala, con il pubblico dietro, davanti, e ai lati, il bassista che non fa altro che ridere, ridere, ridere, e il batterista che fa finta di avere una vera batteria davanti a sé, e non un ammasso di cartone polistirolo e non so cos'altro. Tutti contro la fnac, fronte comune contro la crisi dei live. Tutti a divertirsi ascoltando quattro accordi in cerchio davanti al fuoco.
E questa volta il falò è stato sostituito da Andrea Appino, che, disperato, ripropone il suo nuovo album in chiave ironica e autoironica, alzando le spalle e facendo il proprio dovere/piacere: divertirsi e farci divertire. Non importa con che mezzi, non importa con che musica, non importa se il microfono salta o se non si sa a chi dare l'armonica, l'importante è che ci siamo noi e che ci sono loro.
In un concerto si trova sempre del bello.
Bravi zen circus

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